riflessione sul vangelo della settimana

riflessione sul vangelo della festa dell'Immacolata

Con il tempo di "Avvento" iniziamo il nuovo anno liturgico. Il Vangelo di Marco che la Liturgia ci fa leggere in quest'anno è focalizzato sul punto essenziale: la persona di Gesù che noi siamo invitati a seguire. È ben singolare questo Vangelo di Marco, oggi riscoperto, studiato, con la sua forza che inquieta, che provoca alla decisione della fede: non è forse la fede una scelta che cambia radicalmente il corso della vita e la visione del mondo?

 

Molti continuano a ritenere che Marco sia il più antico dei Vangeli: alcuni (e diventano sempre più numerosi) pensano che si tratti invece di una ripresa di Matteo e di Luca per riportare Gesù e la sua Parola alla radicalità della sua novità. Stile e vocabolario, tutta la sua narrazione è solo apparentemente di facile lettura: chi è Marco? Quando e perché ha scritto il suo Vangelo? Durante quest'anno chi vorrà accogliere il messaggio di Marco in modo non superficiale, dovrà, anche personalmete approfondirne la conoscenza. La lettura liturgica continua a pagare il tributo alla sua brevità: nei mesi estivi ci sarà la lettura del lungo capitolo sesto del Vangelo di Giovanni. Nel tempo di "Avvento" la lettura di Luca supplirà la mancanza del Vangelo dell'infanzia in Marco: questo è motivo per chiederci qual è il rapporto tra Marco e Giovanni e perché Marco non narri la nascita di Gesù.   Certo, quanto più leggiamo il Vangelo di Marco e tanto più ci accorgiamo della sua provocante modernità. Nella prima domenica di "Avvento" la Liturgia ci fa leggere Mc.13,33-37, la conclusione del "discorso escatologico": sarebbe stato più logico, forse, leggere l'inizio del Vangelo (Mc.1,1-8), che invece leggeremo domenica prossima. Dall'inizio alla fine Marco ha una sua meravigliosa coerenza: tutto è concentrato su Gesù, sul mistero inafferrabile della sua persona. Marco introduce il suo lettore in un mondo di conflitti e di sorprese, di enigmi e di segreti, di capovolgimenti delle evidenze e di ironia. Gesù, il suo attore principale, è estremamente sconcertante per le autorità religiose che gli si oppongono, ma anche per i suoi discepoli che non lo comprendono, per la folla che da una parte lo segue, ma finirà per chiederne la morte. Vita e morte, bene e male, sono presenti in ogni pagina, ma non come opposizione etica di virtù e di peccato: il racconto invita il lettore a guardare il mondo nella sua complessità paradossale, ad entrarvi per trasformarlo. Il racconto di Marco, essenziale, preciso come la sceneggiatura di un film, è un invito sottile a non fermarsi mai a reazioni e a giudizi immediati e superficiali, ma, seguendo Gesù, ad entrare in un mondo nuovo, chiamato il "Regno di Dio" che viene, sempre nuovo, nel quale, gli ultimi sono i primi e chi vuol salvare la propria vita la perde.   Marco è il creatore di un genere letterario nuovo, il "Vangelo", nel quale il racconto della vita sorprendente e sempre spiazzante di Gesù diventa l'annuncio di fede della comunità cristiana: il Crocifisso è il Risorto, Gesù di Nazareth è il Cristo vivente, l'uomo che ha accettato di discendere è il Figlio di Dio.

Buon Avvento , camminiamo incontro  al Signore che viene. D.Marcello

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