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riflessione a cura di don Marcello 29-10-2017

riflessione sul vangelo della settimana

riflessione sul vangelo della festa dei santi 

riflessione sulla festa dei morti

Il piccolo brano del Vangelo di Matteo che leggiamo nella domenica XXX del tempo ordinario (Matt.22,34-40) ci invita a riscoprire la novità dell'etica evangelica e verificare se la Parola di Gesù è davvero la luce per la nostra vita. 

 

Tutto parte da una questione dibattuta dai Farisei: "Maestro, qual è il grande comandamento nella Legge?" Per i Farisei il problema è di trovare un ordine tra i 613 precetti della Legge, rimanendo dentro una concezione dell'etica per la quale è importante l'osservanza sia dei grandi che dei piccoli precetti. Il bisogno di sintesi e di individuare linee direttrici in una situazione tanto complessa, è sentito da tempo, come appare anche negli scritti profetici: una linea chiara e semplificatrice potrebbe condurre alla gioia sincera per aver ubbidito ai precetti, oppure alla coscienza di aver raggiunto una propria giustizia, oppure all'inquietudine in coloro che non riescono a mettere in pratica gli innumerevoli comandamenti tradizionali.  La questione dell'applicazione della Legge è posta ufficialmente a Gesù dai Farisei attraverso uno specialista della materia: Matteo invita così i suoi lettori (noi, oggi) a cogliere l'importanza del problema. La presenza di questo dibattito nei tre sinottici, con sottolineature diverse, mostra quanto, in realtà, la questione fosse attuale per gli avversari di Gesù, ma ancora per i Farisei avversari della comunità di Matteo e in modo diverso nel fariseismo presente nelle diverse comunità cristiane. Al "Maestro" è normalmente chiesta una interpretazione della Legge per poterla vivere fedelmente: qui la richiesta è particolarmente importante, perché si tratta della ricerca che riguarda l'essenza dell'esigenza etica. "Maestro, di quale natura è (qual è il suo contenuto) l'esigenza etica fondamentale?": se la domanda posta a Gesù ha un senso provocatorio da parte dei Farisei, nel Vangelo è l'eco del confronto radicale della sinagoga giudaica con la comunità di Matteo, ed è stimolo per noi a ricomprendere sempre di nuovo l'essenza dell'etica evangelica.  La risposta di Gesù, partendo dal riferimento al Credo fondamentale di Israele, opera una semplificazione della casistica giudaica e congiunge l'amore di Dio e del prossimo, ma soprattutto diventa nuova, perché, scendendo alla radice del senso della Legge, svuota ogni osservanza di precetti che non sia espressione di adesione totale alla volontà di Dio e servizio sincero del prossimo: la semplificazione e l'unione dell'amore per Dio e per il prossimo non genera una regola nuova, ma colloca l'uomo in una relazione nuova con Dio e con il prossimo.                                                                                                                                                    

Cari amici  e amiche , il mese di Novembre  si apre  con uno squarcio  nel cielo e noi entriamo nella celebrazione della Festa di tutti i Santi  e nella  Commemorazione dei fedeli Defunti.  La Gloria del Paradiso  e il silenzio della tomba.  Il grande ossimoro della nostra vita. Oltre le parole , ognuno di noi ha  vibrazioni profonde che toccano la nostra storia   personale, i nostri rapporti  umani . Abbiamo  bisogno di  luce,  di speranza. di  quella mano  di Dio  che sola  può asciugare le lacrime dagli occhi dei suoi figli . Vi invio un breve testo sulla Festa  di tutti  i Santi e  aggiungo  uno scritto a  me particolarmente caro. E' una meditazione del grande Papa  Paolo VI, " Pensiero alla Morte"   Le leggo spesso queste ultime pagine di Paolo VI. Le condivido con voi perché sono un autentico  tesoro di sapienza  , di verità, di grandezza del mistero  in cui siamo immersi  , in vita e in morte.  

Un fraterno abbraccio. Marcello

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