III Domenica di Pasqua

 
Un caro saluto a te!
“Quanto resterà in questo parco?”. È la domanda di una turista alla guida mentre si trova davanti all’opera dell’artista Anish Kapoor, intitolata “Lo specchio celeste”. È un immenso discocircolare in acciaio; il diametro è di 10 mt, dalla forma concava, perfettamente riflettente. Ha la capacità di mutare con le ore del giorno e di mimetizzarsi con l’ambiente circostante allo stesso tempo distorcendolo.
Ci sono giorni in cui ci percepiamo come uno specchio su cui riflette tutto ciò che ci arrivadall’esterno (una valanga di notizie, informazioni, smentite su smentite, fake news) ma anche ciò che ci abita dentro (domande aperte, stati d’animo altalenanti, pensieri offuscati, smarrimento, delusione, rabbia, sfiducia, rassegnazione).
Gesù si è accorto di questo mentre fa qualche chilometro di strada, accostando due dei suoi discepoli. Il giorno stesso in cui il suo corpo è sparito dalla tomba e lui si era reso invisibile.
E già qualcuno, con passo lento e stanco, se ne stava tornando a casa pensando ad alta voce:
“è tutto finito!”. L’espressione non è accompagnata da un sospiro calmo, quello che ci auguriamo avvenga il prima possibile. È simile piuttosto a quella che emerge dopo uno tsunami, un terremoto, una storia d’amore andata a male, un’attività lavorativa troncata di netto. I due stanno vivendo uno di quei giorni in cui ti viene da restituire a Dio il biglietto d’ingresso a questa vita. Poi capiranno e capiremo che, come scrive Etty Hillesum “una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata”.
Per un istante ancora ritorniamo allo ‘specchio celeste’ dell’artista e riflette dell’altro: gli occhi di molti giovani. Gli occhi dei 25 giovani alfieri della Repubblica nominati dal Presidente Mattarella e definiti da lui “costruttori di comunità”. Ci sono gli occhi sorridenti di Alice:
assieme a 3000 volontari è riuscita a salvare mobili e libri nella Venezia dell’acqua alta. Ci sono anche quelli vivaci di chi, nei giorni scorsi, fa un tentativo; fa la richiesta ai giovani del gruppo whatsapp, in attesa che venga raccolta: “per caso qualcuno di voi conosce qualche opportunità di volontariato per dare una mano?”.
Il punto è questo: non si tratta più di stabilire chi farà il primo passo (terribile dilemma che conosciamo molto bene!) ma di accompagnare un cammino, di affiancarsi a qualcuno attraversando suoli accidentati, terreni insidiosi e paesaggi mai conosciuti prima. Significa dare continuità a ciò che hai scoperto come nuovo ed essenziale nei giorni del ritiro forzato.
È quella cosa lì che ti scalda il cuore e ti mette in moto.
Al termine del cammino, nel gran finale di un’esperienza partita male, saranno i due discepoli a dirlo: “non ha forse ricominciato a battere il cuore mentre egli conversava con noi e spezzava il pane?”.
Il tratto più netto che riconosciamo in Gesù è la sua forza attrattiva e attraente. Egli è un magnete. Anche se resta la domanda: Dio sa starci accanto anche oggi? È capace di ascoltarci e di ascoltare le tante ingiustizie, di seguire il filo dei discorsi degli uomini, di comprendere i piani saltati, i progetti andati in cenere, il futuro incerto?
In questi giorni si moltiplicano le foto di animali selvatici che occupano strade, parchi pubblici lasciati vuoti dall’uomo. Guardinghi e increduli si avvicinano, planano. È avvenuto ad un colombaccio, un grosso piccione; non gli è parso vero di trovare cibo non solo lungo l’argine, ove solitamente vive, ma anche nel giardino della scuola dell’infanzia. Sappiamo che gli animali si daranno alla fuga quando noi riprenderemo a muoverci. Purtroppo.
Ritirarsi da uno spazio, concedere spazio, escludere da uno spazio, riprendersi uno spazio, condividere uno spazio. Tutto questo è nella facoltà e libertà di ognuno di noi. Dio si infila negli spazi concessi e resta. Non va oltra e non scappa. Sente il nostro bisogno di essere presi sul serio:
“Resta con noi perché si è fatto buio” dicono i due.
In questa quarantena infinita può diventare la nostra preghiera più bella, più libera, più vera.
Una preghiera mai pronunciata.
Buona domenica!
don Giovanni e don Pierclaudio

Buona Pasqua festa della luce, festa di un respiro ritrovato, festa dei macigni rotolati

 
Siamo tutti d’accordo! È una Pasqua dei senza e dell’assenza. Una Pasqua più nuda.
Senza le nostre consuete abitudini, gli incontri, i riti ma anche senza molte distrazioni.
Assenza fisica delle persone, dei visi e degli sguardi, della comunità riunita, dell’eucaristia domenicale.
Ma è una Pasqua preziosa!
Questa Pasqua ci può insegnare a fare le cose come fossero la prima volta; anche se ci sembra di essere stati impoveriti.
Pasqua è la festa della luce che ritorna a farsi presente, anche se in fondo al tunnel.
Ricordate lo scorso anno? Era il15 aprile, lunedì santo. La cattedrale di Notre Dame a Parigi brucia e il tetto va a pezzi. “Notre Dame rinascerà”, è stato il titolo su molti quotidiani.
Rivivere, rinascere, ricostruire, risorgere...sono verbi luminosi.
Sono i verbi di una stessa radice che ci racconta una profonda verità: siamo qui sulla terra, tu ed io,
noi tutti, per fare cose che non meritano di morire.
Diamo voce ad una domanda: è così fuori luogo il pensiero che lì dove ci perdiamo, lì dove abbiamo perso fiducia, lì dove un sogno viene incestinato, lì dove siamo caduti, lì dove c’è l’esperienza della malattia, lì dove esiste una catastrofe, lì dove muore qualcosa...proprio lì possa arrivare una luce che ci rialza, ci fa ricominciare, ci fa ritornare a vivere?
Questo pensiero è veramente fuori dalla nostra portata?
Tutte le persone del vangelo della risurrezione sono invase da un'unica certezza da un unico desiderio: hanno incontrato un Dio nuovo e questo Dio fa nuove tutte le cose. E subito la
conseguenza pratica che ci avvolge è avere uno sguardo nuovo sulle cose, anche se coscienti che avere uno sguardo nuovo sulle persone è compito più arduo.
Pasqua è la festa di un respiro ritrovato. In questi giorni di coronavirus c’è chi racconta, uscito dalla terapia intensiva, il miracolo di respirare nuovamente a pieni polmoni. Anche nel vangelo si
parla di aria che entra ed esce.
Avete percepito il respiro dell’andata di Maria di Magdala, di Pietro, di Giovanni? Hanno età diversa ma il respiro è lo stesso: affannoso. Quando ti porti dentro un peso non può che essere così. E quello del ritorno come sarà stato? Un altro respiro, più leggero. Perché ogni realtà che custodiva la morte (sepolcro, i teli e il sudario che coprivano il corpo di Gesù) è stata svuotata. Ed è entrata, un po’ alla volta, una bellezza finora nascosta: la bellezza del volto di Dio nel Gesù Risorto, delle cose, delle persone, del silenzio.
E l’avevamo notata solo a tratti.
Pasqua è la festa dei macigni rotolati via dall’imboccatura del cuore e dell’anima.
Ma non basta. È necessario che la nostra vita, come dice Etty Hillesum, pensatrice ebrea morta in un campo di concentramento, «rotoli armoniosamente nella mano di Dio».
Impareremo insieme a rotolare verso un futuro che ci attende, come facevamo da bambini sul prato verde, leggermente in discesa. Lì ad aspettarci c’era sempre qualcuno.

Buona Pasqua!

Don Giovanni e don Pierclaudio
 

Quaresima

Per la SETTIMANA SANTA vi rimandiamo all'articolo con le proposte di preghiera

 



Ricordiamo che ci sono molti strumenti in cui trovare occasioni di preghiera e di meditazione: sui social, in televisione e su testi stampati, tra cui Dall’Alba al Tramonto.

Qui di sotto troverete tutte le possibilità suddivise: 

  • Agli adulti e agli anziani, suggeriamo la preghiera della Liturgia delle Ore, in modo particolare le Lodi mattutine e i Vespri, i cui testi sono facilmente reperibili on line. Le pratiche di pietà come Via Crucis e santo Rosario sono quotidianamente trasmessi su vari canali radiofonici e televisivi.

 

 

 

 

  • Sul sito diocesano e sui canali social sono disponibili quotidianamente delle brevi meditazioni sul vangelo del giorno, grazie alla disponibilità di alcuni preti e religiose della Diocesi.

 

Trovate anche ogni giorno sui profili social della Parrocchia alcuni spunti per la preghiera individuale.

Settimana Santa 2020

 

altare

Un caro saluto a tutti,
la settimana Santa è alle porte e per prepararci con cura sentendoci tutti in comunione abbiamo pensato di indirizzarvi al fascicolo con le indicazioni di preghiera proposte dalla Diocesi denominato "dove vuoi che prepariamo la Pasqua?". Nel contempo vi è un altro suggerimento elaborato dalla parrocchia di san Bonaventura e condiviso tra i sacerdoti del vicariato, arricchito ed adattato ad ogni realtà familiare che presenta 4 sussidi rivolti a: famiglie con figli piccoli (allegati Palme, Giovedì, Venerdì, Pasqua), grandi,
coppie e singoli. Vi invitiamo quindi cliccare sul suggerimento che sentite più adatto a voi ed al modo unico di curare un "angolo bello della casa", lì troverete il materiale che potrà accompagnarvi in questo tempo prezioso che porta con sè il desiderio di riunirsi.


Evidenziamo inoltre che durante questa settimana potremmo fare risaltare alcuni gesti di solidarietà volti a ricordare alle persone che le portiamo nel cuore: telefonare ad amici e parenti per condividere assieme un momento di preghiera o rivolgere loro un augurio.
Ci pensiamo gli uni accanto agli altri nell'intensità a cui questi momenti ci richiamano. Le voci raggiungano altre voci, i cuori entrino in sinergia con altri cuori e le mani possano virtualmente sfiorarsi in una vicinanza prossima.

Qui di seguito trovate un link dove è possibile scaricare delle schede preparate da Arianna Prevedello per accompagnare i nostri ragazzi ed i genitori con gli spunti che ci regala il cinema in questo tempo:SUGGERIMENTI del CINEMA di Arianna Prevedello


Buona settimana Santa!

 

DIOCESI dove vuoi che prepariamo la Pasqua

 

 

suggerimento elaborato dalla parrocchia di san Bonaventura:

 

figli piccoli (allegati Palme, Giovedì, Venerdì, Pasqua)

figli grandi

coppie

singoli

 

Il vescovo Claudio scrive alla diocesi...4-3-2020

Padova, 3 marzo 2020

 

Carissimi,

lunedì c’è stata una riunione dei vescovi del Veneto, sollecitata anche da me. Eravamo in collegamento con i Vescovi dell’Emilia Romagna e della Lombardia. L’obiettivo era di condividere una linea comune per affrontare questa difficile situazione data dal virus, alla luce delle disposizione del Governo italiano.

L’iniziativa nasceva anche dalla speranza di poter riprendere la celebrazione dell’Eucarestia, quella domenicale innanzitutto, cercando insieme tutti i possibili percorsi, consultando esperti e autorità, e di desistere solo di fronte all’evidenza, dopo aver constatato che proprio non ci fossero strade percorribili.

Il confronto ci ha portati a confermare e riconoscere che in certe materie, come quelle legate all’ordine pubblico e alla salute, la competenza non è della Chiesa, ma dello Stato e dei suoi organi istituzionali. Grande attenzione è stata posta dunque all’interpretazione del testo del Decreto Ministeriale del 1° marzo 2020 a firma di Giuseppe Conte e Roberto Speranza e condiviso dai governatori di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Il Decreto Ministeriale è quindi vincolante per tutti i cittadini, sia non credenti che credenti di qualsiasi fede.

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